Undici granata per continuare a sognare: le scelte di mister Catania
Non è una partita come le altre. È il ritorno. È l’attesa che finisce. È il momento di rimettere piede in campo e sentire di nuovo tutto: il rumore del pallone, le voci, l’adrenalina.
E allora sì, il Trapani Calcio Femminile è pronto.
Pronto a ripartire. Pronto a lottare. Pronto a dimostrare, ancora una volta, chi sono le leonesse granata.
Mister Tony Catania sceglie il suo undici con fiducia e consapevolezza. Tra i pali spazio a Marika Scimemi, chiamata a difendere la porta granata con personalità e sicurezza. L’assenza di Liuzza, indisponibile per motivi personali, apre le porte a una nuova occasione, da vivere con responsabilità e determinazione. Davanti a lei, una linea difensiva che non arretra: Gemma De Blasi e Miriam Piazza sulle corsie, spinte da energia e sacrificio, con al centro Viola Genovese e Marcella Via, pronte a battagliare su ogni pallone.
In mezzo al campo si gioca il cuore della partita. Giorgia Provenzano detta i tempi, mentre Lorena Acabbo, vicecapitano, e Anna Bellomo portano equilibrio, corsa e carattere. È lì che si costruisce, è lì che si combatte. E poi c’è l’attacco. Velocità, coraggio, fantasia. Nadia Nobile e Chiara Carbonari sono pronte a spaccare la partita sugli esterni, mentre al centro c’è lei, il capitano Irene Catania. Leader, riferimento, anima di questa squadra. Quando il pallone pesa, passa da lei.
Nonostante l’unica assenza tra i pali, la panchina granata si presenta compatta e numerosa, con tutte le ragazze pronte a farsi trovare pronte e a dare il proprio contributo in ogni momento della gara. Perché questa squadra è un gruppo vero, dove ogni elemento è parte fondamentale del percorso.
Undici titolari. Ma in realtà molto di più.
Undici storie, undici sacrifici, un solo obiettivo. Il Trapani scende in campo con la forza di chi ha già conquistato tanto, ma con la fame di chi non vuole fermarsi adesso. I play-off sono realtà, ma il cammino non è finito. Anzi, entra nel vivo. Servirà tutto: testa, gambe, cuore.
Servirà essere squadra, dal primo all’ultimo minuto. Perché quando queste ragazze entrano in campo… non giocano soltanto.
Combattono. Sognano. Rappresentano. E oggi, ancora una volta, lo faranno insieme
